Sita in Piazza S. Silvestro, di fianco alla chiesa di S. Maria Maggiore, la Basilica di S. Silvestro è una delle più antiche chiese di Trieste, risalente all’XI-XII secolo.
Di stampo romanico, ci sono stati poi sovrapposti elementi gotici, come il rosone che spicca sulla facciata e la finestra sul fianco sinistro della chiesa.
Il campanile, a lato del portico romanico, serviva probabilmente come torre di difesa lungo le mura della città.
Su una parete della chiesa di trova una lapide commemorativa in cui si sostiene che la chiesa venne costruita su quella che, un tempo, era stata la casa delle due prime martiri cristiane triestine: Santa Tecla e Santa Eufemia. Inoltre, sulla lapide si spiega anche che questa è stata la prima chiesa costruita in città (in effetti, alcuni elementi architettonici fanno pensare ad una costruzione antecedente a quella romanica).
La chiesa è dotata di una pianta irregolare, in cui manca l’abside; le tre navate (quella principale, cui si affiancano due laterali) sono sormontate da un soffitto a capriate. Il presbiterio contiene una tavola marmorea che raffigura la Cena del Signore, su cui è poggiata una Bibbia. Il crocifisso in ferro battuto, risale al 1700. Le mura interne sono per lo più decorate con affreschi (ormai visibili solo parzialmente) che rappresentano scene di vita dell’Imperatore Costantino.
Sopra la porta principale è presente una lapide del 1785, anno in cui la chiesa di S. Silvestro venne posta in vendita al prezzo di 1500 fiorini: venne acquistata da alcuni membri della comunità evangelica di confessione Elvetica (cui, alla fine del 1800 si affiancò la comunità Valdese), che la restaurarono e la consacrarono a Cristo Salvatore.
In seguito ai danni provocati dal terremoto del 1927 il luogo di culto venne restaurato in stile trecentesco e, un anno dopo, la Basilica venne proclamata monumento nazionale.
La comunità Elvetica – Valdese fa sentire la propria presenza culturale e sociale sia attraverso conferenze e concerti (utilizzando spesso per questi ultimi il bellissimo organo di recente restaurato), sia con aiuti umanitari di vario genere.
