Sita in Riva Tre Novembre la chiesa greco – ortodossa di S. Nicolò venne edificata tra il 1784 e il 1787 (anno in cui venne consacrata sebbene ancora incompiuta). Sottoposta a doversi restauri, venne completata a cavallo tra il 1819 e il 1821 dall’architetto Matteo Persch (uno dei massimi esponenti del neoclassicismo italiano: fu molto attivo a Trieste, dove realizzò diverse opere in stile neoclassico), con i due caratteristici campanili gemelli e la cancellata posta davanti all’entrata, fornendo alla chiesa (costruita in forma di Basilica a navata unica) un’impronta decisamente neoclassica.
L’interno della chiesa è caratterizzato da una pianta regolare divisa in tre spazi liturgici: presbiterio, navata e balconate (due: una per il gineceo, l’altra per il coro).
La navata, pavimentata in marmo con quadri bianchi e neri, ha posti al centro tre candelabri e l’icona di San Nicolò.
Il soffitto sovrastante la navata è ricoperto da una tela (opera di un anonimo pittore greco) dipinta ad olio e raffigurante il Cristo circondato da Angeli. Probabilmente opera dello stesso autore è il quadro sopra la porta destra, raffigurante l’ospitalità di Abramo nei confronti degli Angeli.
Sulle pareti laterali si trovano due grandi quadri realizzati dal piranese Cesare Dell’Acqua: il primo raffigura la Predicazione di S. Giovanni Battista, mentre il secondo Cristo nell’atto di benedire i bambini.
L’iconostasi, che separa il presbiterio dalle navate, è qui rappresentata da un parete lignea a tre porte con intagli dorati, con al centro un crocifisso riccamente lavorato e decorato con i simboli degli Evangelisti; ai lati si trovano delle icone raffiguranti S. Giovanni Battista con Gesù, la Madonna e il Santo cui la chiesa è dedicata.
Le porte regali che costituiscono l’iconostasi presentano, sopra i battenti, le immagini dei santi Pietro e Paolo, mentre poco più in alto sono decorate con ben ventuno icone su fondo d’oro, rappresentanti la vita di Gesù, realizzate dal pittore greco Giovanni Trigonis. Nella parte inferiore risiedono, invece, otto icone coperte in argento.
Il pulpito, in legno riccamente decorato con stucchi dorati, presenta quattro pannelli a tempera che raffigurano i quattro evangelisti; sulla porta d’accesso al pulpito è invece rappresentato il Christos Basileus. Completa il pulpito un fregio austriaco ad espressione della gratitudine nei confronti degli Asburgo per aver concesso la costruzione della chiesa.
Sovrastanti le navate si trovano le due balconate: quella inferiore, un tempo riservata al gineceo, è decorata da dieci pannelli in olio su tela, riproducente scene bibliche, mentre quella superiore, adibita a palco per il coro, è decorata con tele sulle quali sono dipinte scene bibliche.
Durante le festività principali (Settimana Santa e Pasqua) viene esposto anche l’Epitafios, una scultura lignea settecentesca, rappresentante il Sacro Sepolcro, in forma di baldacchino, sormontato da tre cupole e arricchito da quattordici tavole policrome raffiguranti scene della passione di Gesù.
