Il Tempio Serbo Ortodosso di San Spiridione

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Il Tempio Serbo ortodosso della SS. Trinità e di S. Spiridione, sito a Trieste in via S. Spiridione è il luogo di culto dedicato alla comunità serbo ortodossa di Trieste.

Costruito nel 1869 dall’architetto Carlo Maciachini nel luogo in cui, precedentemente alla scissione del 1781-82 dalla comunità greco – illirica, si trovava una chiesa greco – illirica denominata S. Spiridione, l’imponente complesso architettonico (alto circa 40 metri), caratterizzato dagli sfavillanti luccichii d’oro e dalla luminosità dei colori, è stato realizzato in stile bizantino, con calotte emisferiche azzurre, che sormontano i quattro campanili e la grande cupola centrale, mentre le facciate esterne sono decorate da mosaici multicolori.

L’ingresso al Tempio si trova sulla via S. Spiridione e conduce ad un edificio dalla capienza di circa 1600 persone; le pareti interne sono decorate con temi liturgici dipinti ad olio. L’iconostasi (ovverosia l’elemento che divide il presbiterio dalle navate della chiesa) è rappresentata da un pannello in legno massiccio intagliato in pietra e coperto d’ornati, con al centro la rappresentazione della Crocifissione e, ai lati, quelle della Resurrezione e del Battesimo di Cristo.

Nella zona del presbiterio si trovano quattro icone che raffigurano la Vergine, Gesù, San Spiridione e l’Annunciazione: ricoperte d’oro, argento e pietre preziose, le icone vennero realizzate a metà ‘800 a Mosca.

La porta centrale è ornata da un’Annunciazione dipinta su tela, sopra la quale si trova la raffigurazione di quatto santi servi.

L’altare è sovrastato da una croce gemmata (realizzata nel 1881) ricoperta d’oro e d’argento, rappresentante Gesù Crocifisso con ai piedi la Madonna e San Giovanni; in più lo orna un bassorilievo in argento che raffigura l’Ultima Cena.

Il resto dell’arredamento del Tempio è altrettanto ricco, specie per quanto riguarda i candelabri, quattro dei quali furono realizzati nel 1899 a Venezia; è ancora presente, inoltre, una lampada votiva d’argento, donata da Paolo Romanov (in seguito divenuto lo zar di Russia Paolo I) nel 1782 in occasione di una visita a Trieste. Molti altri sono poi gli oggetti sacri presenti nella chiesa, realizzati in buona parte in stile barocco.

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