Sito al secondo piano della nuovissima sede di Via Madonna del Mare 13 (precedentemente si trovava in Piazza Hortis, presso la Biblioteca Civica, dove spesso Svevo si recava in vita) il Museo Sveviano si è ingrandito negli anni, ma è nato il 19 dicembre 1997 dalla donazione al Comune di Trieste da parte di Letizia Svevo Fonda Savio – figlia dello scrittore – del patrimonio (letterario e non) di oggetti appartenuti al padre.
Se gli oggetti personali non sono particolarmente numerosi è perché la maggior parte andò distrutta quando, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la villa di Svevo venne demolita durante i bombardamenti. Di quel che ci resta, gli oggetti più importanti sono il mobile libreria con le iniziali dello scrittore sulle ante, il violino, strumento che Svevo amava suonare da solo o in compagnia di un quartetto d’archi (in qualità di secondo violino) e una penna d’oro regalatagli come dono di fidanzamento dalla moglie Lidia Veneziani.
Molto più consistente è la collezione di scritti e libri, la maggior parte dei quali sono manoscritti autografi dello scrittore stesso.
Diverse anche le fotografie di famiglia, fortuitamente scampate al rogo della villa e un corposo epistolario.
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