James Joyce

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Nato a Dublino il 2 febbraio 1882 da famiglia cattolica, James Joyce fu un poeta e scrittore fondamentale nella letteratura del XX secolo, in cui rappresentò uno dei massimi esempi della corrente modernista.

Da giovane frequentò le scuole a Dublino e, presso un collegio gesuita, formò il suo carattere anticonformista e ribelle; refrattario al cristianesimo, rimase comunque influenzato e affascinato dalle teorie filosofiche di San Tommaso d’Aquino.

All’Università si iscrisse nel 1898  studiò lingue moderne, dedicandosi a inglese, francese e italiano.

Laureatosi nel 1902, si trasferì a Parigi, dove scriveva e viveva in misere condizioni. Quello stesso anno sua madre morì e James si vide costretto a tornare in Irlanda: nel viaggio di ritorno ebbe modo di leggere un’opera di Edouard Dujardin, in cui veniva usata la tecnica del flusso di coscienza che, in seguito, Joyce fece sua.

Nel 1904 incontrò Nora Barnacle, sua futura compagna di vita, con la quale, nello stesso anno, lasciò l’Irlanda per Zurigo, dove gli era stato promesso un posto di insegnante alla Berlitz School. A Zurigo Joyce scoprì di essere stato truffato: non c’era nessuna cattedra d’insegnante libera e venne dirottato a Trieste, ma anche qui non ebbe fortuna e, per alcuni mesi, andò ad insegnare a Pola, alla base navale. Tornò a Trieste, dove nel frattempo si era liberato un posto, nel 1905 e qui scrisse alcuni racconti poi inseriti in “gente di Dublino” (1914).

Nel frattempo Nora mise al mondo due figli: Giorgio e Lucia, mentre Joyce conobbe Svevo, di cui fu insegnante, e, di seguito, altri artisti triestini dell’epoca, con i quali frequentò i più rinomati caffè del tempo, dal San Marco al Tergesteo.

In quegli anni lavorò alacremente alla stesura dell’ “Ulisse”, pubblicato nel 1922. Dopo un anno iniziò a scrivere “Work in progress”, edito nel 1939 col titolo di “Finnegans Wake”. Nel 1927 venne operato agli occhi.

Nel 1931, in seguito alla morte di suo padre, sposò Nora, mentre la loro figlia Lucia iniziò a manifestare i primi sintomi di schizofrenia.

Nel 1941 morì di ulcera duodenale e le sue ceneri vennero deposte nel cimitero di Fluntern, a Zurigo.

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