Le leggende legate alla Val Rosandra

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Diverse sono le leggende legate alla valle e, più in generale, al Carso.

Tra quelle più attinenti alla Val Rosandra c’è la romantica storia di Rosandra, una principessa che viveva in questi luoghi e che si innamorò di un cavaliere. Quando questi non fece ritorno da una missione che avrebbe dovuto compiere in terre lontane, la principessa impazzì di dolore e la sua tristezza commosse gli dei che la trasformarono in pietra.

Questa mutazione non lenì però il tormento della giovane, le cui lacrime, trasformatesi in torrente erosero la pietra per anni e ancora oggi scorrono per la valle.

Un’altra leggenda vuole che in una delle grotte della Val Rosandra sia rimasto sepolto Carlo Magno: il re, divenuto vecchio, avrebbe ricevuto dal Signore l’ordine di recarsi nella valle, dove avrebbe trovato una grotta per il suo riposo eterno.

L’anziano re, recatosi sul luogo, entrò in una grotta dove si trovava un trono di pietra: non appena vi si sedette, le rocce franarono e il re si trasformò anch’egli in pietra, attendendo in quei luoghi il giorno del giudizio universale.

Diverse anche le versioni sull’origine del Carso e sulla sua mancanza d’acqua. Secondo una leggenda il Carso nacque come una terra splendida e verde, ma quando il Signore, accortosi che un cumulo di pietre ingombrava un angolo della Terra, ordinò all’Arcangelo Gabriele di raccoglierle in un sacco e gettarle in mare; mentre l’Arcangelo eseguiva il compito affidatogli, il diavolo, per curiosità, si avvicinò troppo al sacco e, nel tentativo di conoscerne il contenuto, lo bucò con le corna e fece franare tutti i massi nella zona carsica, che, da quel giorno, tramutò completamente il proprio aspetto per sempre.

 

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