Crocevia di culture e popolazioni tra loro molto diverse, Trieste si è abituata con due secoli d’anticipo alla convivenza tra situazioni religiose differenti. Con l’editto asburgico del 1718 vennero eretti i primi edifici di culto non cristiani.
Un itinerario religioso della città non può non tener conto dell’eterogeneità di una simile situazione. Perciò, oltre alla doverosa visita alla Cattedrale di San Giusto che costituisce anche uno dei simboli cittadini, è decisamente interessante avvicinarsi anche ad altre confessioni religiose, come quella evangelica – luterana di Largo Panfili, quella greco – ortodossa di Riva III Novembre, quella serbo – ortodossa di via San Spiridione e quella ebraica della Sinagoga di via San Francesco.
Numerose sono pure le chiese cristiane che, per storia, tradizione e bellezza meritano una visita, come, ad esempio, il Santuario Mariano di Monte Grisa a Monrupino, la chiesa di S. Antonio Taumaturgo in Piazza Sant’Antonio e la chiesa di San Giacomo, sita nella piazza omonima.
Visitare o anche solamente dare un’occhiata dall’esterno agli edifici di culto triestini significa attraversare storia e culture che sopravvivono e coesistono ormai da più di due secoli nel nome del reciproco rispetto e della tolleranza.
