Nata A Vienna il 13 maggio 1717 l’Arciduchessa Maria Teresa Walpurga Amalia Cristina era la secondogenita dell’Imperatore d’Austria Carlo VI e di Elisabetta di Brunswick – Wolfenbuttel.
Ricevuta un’educazione impeccabile, sebbene di tipo non politico (ma comprendente ad esempio gli studi di musica e arte), che la portò, tra le altre cose, a conoscere e a parlare diverse lingue, divenne con gli anni una donna bella, intelligente dotata di un’enorme forza di carattere, apprezzata da chiunque la conobbe.
Soprannominata affettuosamente resel, intorno ai 14 anni iniziò a seguire l’operato politico del padre, dimostrando grande interesse per esso e per le discipline di studio ad esso collegate, come diritto e filosofia, che all’epoca erano considerati argomenti di competenza esclusivamente maschile.
Di fervente fede cattolica, Maria Teresa fu molto amata dal padre che, probabilmente per questo motivo e vista la vivace intelligenza della ragazza, decise, decretandolo in via ufficiale, attraverso la cosiddetta prammatica sanzione, che, in mancanza di figli maschi (l’unico figlio avuto da Carlo, Leopoldo, era morto pochi mesi dopo la sua nascita), per la successione sarebbe salita sul trono la maggiore delle sue figlie, Maria Teresa appunto, sorella maggiore di Maria Amalia.
Pur di ottenere il riconoscimento della validità di tale decisione dalle altre dinastie regnanti all’epoca in Europa, in modo da evitare guerre future, Carlo VI decise di rinunciare a parte dei suoi territori, concedendo il Regno di Sicilia e Napoli a Don Carlos Borbone, i territori milanesi ai Savoia e la Lorena alla Francia.
Nel 1736 Maria Teresa sposò Francesco Stefano III, duca di Lorena. Quando, nel 1740, Carlo VI morì, Maria salì al trono secondo il desiderio paterno.
Tuttavia, malgrado i presupposti di accettazione di Maria Teresa quale Imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria e di Boemia, da più parti giungevano segnali sempre più forti del generale scontento, che sfociò, infine, nel 1741, nell’invasione della Slesia ad opera di Federico II di Prussia seguita da una serie di alleanze e dall’invasione di Praga e Linz.
Fu l’Inghilterra, che temeva che un’eventuale sconfitta austriaca potesse compromettere l’equilibrio politico europeo, a risolvere la questione scendendo in campo a fianco della neoeletta Imperatrice.
Maria Teresa dovette cedere alla Prussia la Bassa Slesia, con la promessa del termine delle ostilità e dell’accordo con i francesi.
Ma la pace ebbe breve durata, poiché il patto non venne mantenuto da Federico II, il quale invase la Moravia; nel 1742 la Dieta di Francoforte elesse il Duca di Baviera Carlo Alberto di Wittelsbach nuovo Imperatore d’Austria, col nome di Carlo VII.
Per contrastare questa inaspettata decisione, Maria Teresa decise di allearsi con Carlo Emanuele III di Savoia (in cambio della cessione definitiva di tutto il territorio lombardo).
Dopo una guerra che coinvolse le diverse potenze europee per anni, nel 1745 l’Imperatore Carlo VII morì e quando già il di lui figlio Massimiliano Giuseppe si apprestava ad ascendere al trono, Maria Teresa propose un nuovo patto: la rinuncia all’occupazione militare della Baviera. L’accordo venne accettato e sancito con la pace di Fussen.
Nel frattempo, dal momento che le mire espansionistiche di Federico II erano tutt’altro che arrestate, venne formata la cosiddetta Quadruplice Alleanza tra Austria, Inghilterra, Olanda e Sassonia.
Per la fine del conflitto si dovette però attendere il 1745, anno in cui, per giunta, il consorte di Maria Teresa, Francesco, venne dichiarato Imperatore.
La coppia ebbe ben sedici figli, tra i quali la celeberrima Maria Antonietta (destinata a diventare l’ultima sovrana francese) e Maria Carolina (divenuta Regina delle Due Sicilie).
Dopo l’inizio travagliato del suo governo, Maria Teresa si dimostrò una sovrana più che degna dell’onore ricevuto: regnò per quarant’anni e basò il governo delle sue terre sul principio del Giurisdizialismo (cioè dell’estensione del potere laico anche su quello ecclesiastico).
Sovrana considerata “illuminata” creò il sistema catastale per tassare le terre, introdusse l’istruzione primaria obbligatoria, rese Vienna una splendida capitale della cultura e diede importanza alle città di Trieste e Fiume, quali parti principali dell’Impero, rendendole città cosmopolite.
In particolar modo a Trieste si sentì l’importanza della figura della sovrana, la quale impose l’abbattimento delle antiche mura che circondavano la città, eliminò quelle di separazione tra città vecchia e nuova e, infine, estese a tutta la città la concessione delle franchigie doganali.
In conseguenza di ciò Trieste si ritrovò piena di persone di ogni razza (serbi, croati, sloveni, ebrei, greci) e ceto sociale, ragion per cui l’Imperatrice decise, con grande intuito ed intelligenza, di promulgare il cosiddetto “Editto di Tolleranza”, che concedeva libertà di culto, oltre che quella di negoziare tranquillamente e di possedere dei beni.
Proprio in questo periodo e per le ragioni di cui sopra, vennero edificati in città diversi luoghi di culto per permettere la pratica religiosa a tutti i suoi abitanti.
L’ultimo periodo del regno teresiano fu dedicato, senza troppo entusiasmo da parte dell’Imperatrice (che aveva basato il suo regno su accentramento e potenziamento dei suoi possedimenti), ad una politica espansionistica.
Alla sua morte, avvenuta nel 1780 a Vienna, le successe al trono il figlio Giuseppe II.
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