Tra Le particolarità che caratterizzano Trieste, una della più note ed apprezzate dai turisti è il cosiddetto “Tram de Opcina”.
Il primo tram venne costruito all’inizio del secolo scorso: era a trazione elettrica con locomotori a cremagliera e iniziò le proprie corse il 9 settembre 1902 sotto la direzione della Società Anonima delle Piccole Ferrovie, con tratta Piazza Scorcola – Vetta di Scorcola, poi prolungata fino alla stazione di Opicina (da cui il nome del Tram).
Nel 1928 il tram elettrico venne sostituito da uno con impianto funicolare, cioè con dei carri scudo agganciati a funi d’acciaio che lo spingevano in salita e frenavano la sua corsa in discesa.
Oggigiorno il tram de Opcina è l’unico in Europa a possedere un impianto a trazione elettrica. Nella sua corsa il tram raggiunge un dislivello di ben 343 metri e in alcuni tratti la pendenza tocca l’8%.
All’inizio il tram non aveva copertura sulle testate, ragion per cui il manovratore si trovava all’aperto con qualunque tempo.
Solamente nel 1908, con l’allungamento della vettura, vennero aggiunte le vetrate alle carrozze; tuttavia, degli otto tram che si alternavano nella corse, tre erano rimasti privi di fiancate (erano per questo chiamati giardiniere) e venivano impiegati solamente nei periodi estivi per ovviare al caldo.
Dopo anni il servizio e la gestione del tram vennero affidati all’Acegas, in seguito all’ACT e, oggi, alla Trieste Trasporti SPA.
Una delle più conosciute canzoni popolari triestine è intitolata proprio “Il Tram De Opcina”: il testo si riferisce ad un incidente avvenuto a solo un mese dall’inaugurazione; i freni si erano guastati, fatto che comportò la discesa troppo rapida giù per la ripida strada di Scorcola, andando a franare contro una casa che venne quasi interamente distrutta.
Il “povero frenador” della canzone, Antonio Sossich, rimase miracolosamente quasi illeso, rompendosi una gamba, ma avendo salva la vita.
Nel 1935 i tram originali vennero sostituiti con quelli a carrello.E' possibile prendere il "Tram de Opcina" in Piazza Oberdan, a pochi minuti dalla stazione dei treni. In una mezzora, il tram, arrampicandosi per le ripide salite che portano fin sopra all'altipiano carsico, porta al Paese di Villa Opicina, situata a 330 m s.l.m.
A Opicina potete prendere un gelato, un caffè o una pasta crema o, se siete più sportivi, dirigervi verso l'Obelisco e da qui iniziare una bella camminata lungo il sentiero della Napoleonica, o a raggiungere il santuario mariano di Monte Grisa.
Se volete raggiungere il sentiero della Napoleonica senza recarvi a Opicina è possibile scendere poco prima, alla fermata dell'Obelisco.
Questo è il testo della canzone "E anche il Tram de Opcina":
E anche el tram Opcina
xe nato disgrazià
vignudo zo de Scorcola
una casa ga ribaltà
bona de Dio
che iera giorno de lavor
e dentro no ghe iera
che'l povero frenador.
E come la bora che vien e che va
i disi che'l mondo se ga ribaltà.
E come la bora che vien e che va
i disi che'l mondo se ga ribaltà.
L'Italia ga pan bianco,
la Francia ga bon vin,
Trieste ga putele,
tute carighe de morbin,
carbon ga l'Inghiltera,
la Rusia ga cavial
e l'Austria ga capuzi
che no se pol magnar!
E come la bora…
Hotel a Trieste
