Il bagno Lanterna

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Inaugurato nel 1890 il Bagno Comunale "Lanterna" si trova sul Molo Fratelli Bandiera 3, vicino alla Piscina Termale Acquamarina.

Raggiungibile con i mezzi pubblici, prendendo la linea 8 o la 9, la "Lanterna" ha la particolarità di essere rimasto l'unico bagno in Italia e forse anche in Europa (anche se sembrerebbe ne sia rimasto uno anche in Francia) ad essere diviso in due zone, separate da un muro: da una parte gli uomini e dall'altra le donne e i bambini fino a 12 anni.

 Pochi sono i metri a disposizione dei bagnanti per potersi sdraiare a prendere il sole: la spiaggetta è costituita da sassolini, ragion per cui in molti si attrezzano con sdraio o materassini per potersi stendere al sole. Neanche l'area balneare è particolarmente estesa ed è protetta da barriere galleggianti.

La "Lanterna" trae chiaramente il proprio nome dalla vicinanza con l'omonimo faro, oramai spento, ma che, all'epoca dell'apertura dello stabilimento balneare era perfettamente funzionante.

Fin dagli albori, però lo stabilimento era conosciuto anche con il nome, caro ai triestini, di "Pedocin", ovvero piccolo pidocchio, forse dovuto all'ammassarsi dei bagnanti sul ristretto fazzoletto di terra o forse, come sostengono i più, al fatto che lo stabilimento era molto frequentato, all'inizio del XX secolo, dai militari che non godevano della fama di particolari curatori dell'igiene personale.

Punto d'orgoglio dei triestini che lo amano e ne difendono strenuamente l'esistenza (non è comunque mancato chi ha proposto di portare questo stabilimento nel XXI secolo, eliminando il muro divisorio e rendendolo un banale bagno misto) lo stabilimento "Lanterna" consente la possibilità anche a chi lavora o ha poco tempo a disposizione, di concedersi un po' di sole e relax, senza per questo allontanarsi più di tanto dal centro cittadino, il tutto ad un costo giornaliero di 80 centesimi (c'è da dire tra l'altro che il biglietto fatto vale veramente tutto il giorno, nel senso che si può anche uscire dallo stabilimento e rientrarvi con lo stesso biglietto).

E' possibile anche contrarre degli abbonamenti, al costo di 15 euro per quello mensile e di 50 per quello stagionale.

Provvisto di docce, lavabili, wc, infermeria, spogliatoi e, nella zona femminile, punto di ristoro (aperto però solamente in estate), oltre che di servizi a parte, espressamente realizzati per portatori di handicap (gazebo per ripararsi dal sole, wc, spogliatoi con lettino, doccia interna con acqua calda e doccia esterna), lo stabilimento balneare è aperto tutto l'anno per cure elioterapiche; tuttavia, la balneazione è consentita solamente dal 1° giugno al 30 settembre.

L'orario di apertura e chiusura varia, invece, a seconda dei perodi: tra giugno e agosto si apre alle 6 e si chiude alle 20 (non è raro che chi cerca di rubare ancora qualche minuto venga richiamato con una campana posta all'ingresso), a settembre dalle 7 alle 19; nei mesi di ottobre, marzo, aprile e maggio vige la chiusura domenicale e, negli altri giorni, l'orario di apertura si sposta alle 10 e quello di chiusura alle 17, mentre tra novembre e febbraio, l'orario viene limitato ulteriormente tra le 9 e le 15.

Alcuni anni fa venne portato in scena nel teatro triestino "Orazio Bobbio" uno spettacolo dedicato allo stabilimento "Lanterna" e a tutti coloro che, da anni, ne sono assidui ed entusiastici frequentatori, anche in inverno, quando andarvi è solamente una scusa per ritrovare gli amici di sempre, fare quattro chiacchere, magari una partita a carte e prendere un po' d'aria salmastra.

Lo spettacolo, intitolato "Sariandole" (ovverosia lucertole, la cui particolarità è quella di crogiolarsi al sole, così come fanno i bagnanti), è stato scritto dal giornalista triestino Roberto Curci, diretto dalla mano esperta del regista Francesco Macedonio e interpretato da Ariella Reggio, Lidia Kozlovich, Paola Bonesi, Maria Grazia Plos, Marzia Postogna e Maurizio Zacchigna.

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