La Grotta Gigante

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Esplorata la prima volta (quando ancora veniva chiamata, in tedesco, "Riesen grotte") nel 1840 da Antonio Federico Linder, che intendeva scoprire il percorso sotterraneo del fiume Timavo, la Grotta Gigante (che si suppone abbia più o meno dieci milioni di anni) è la cavità turistica più grande al mondo (60 metri di larghezza, 280 metri di lunghezza, 107 metri di cupola e 120 metri di profondità).

Situata in località Borgo Grotta Gigante 42, nel Comune di Sgonico, visitata più volte nel corso degli anni da diversi speleologi, la grotta fu oggetto di studi approfonditi da parte dell'eminente speleologo Giovanni Andrea Perko, il quale pubblicò nel 1897 un libro sul'oggetto dei suoi studi, materiale importante sia per la competenza in materia dell'autore, sia per la mancanza assoluta di altra letteratura specifica sull'argomento.

Agli inizi del XX secolo il Club Turisti Triestini ebbe l'idea di aprire la grotta al pubblico, costruendo apposite rampe che agevolassero discesa e risalita: l'iinaugurazione avvenne nel 1908 e fu un vero e proprio evento, unico nel suo genere.

La Grotta Gigante

Una delle stalagtiti più grandi presenti all'interno della Grotta Gigante 

Nel 1957 la grotta venne dotata di impianto elettrico: l'innovazione si rivelò molto utile per portare alla luce tutta la bellezza della cavità, soprattutto per quanto riguardava la sua volta.

A partire dal 1970 vennero iniziati i lavori per consentire a coloro che visitavano la grotta di accedere da un lato e di uscire per un altro passaggio.

Ai nostri giorni la grotta è munita al suo interno di particolari strumenti di rilevazione (pendoli geodetici, che servono a rilevare i movimenti della crosta terrestre, soprattutto per quanto riguarda i movimenti legati alle maree). Sul fondo della grotta, inoltre, dal 1965, si trova una stazione sismografica.
La temperatura all'interno della cavità è sempre bassa (11 gradi centigradi, con un'umidità del 96%): anche d'estate è bene visitarla con una giacca addosso.

La visita alla grotta dura più o meno un'ora, nel corso della quale si scende per circa 100 metri di dislivello, percorrendo 500 gradini in discesa e altri 500 in salita, uscendo infine all'aria aperta con negli occhi lo spettacolo delle stalattiti, delle stalagmiti e, soprattutto, della sensazione di un mondo sotteraneo misterioso ed affascinante.

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