Il Canal Grande

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Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e Piazza Unità d'Italia, con imboccatura dal Bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.

Il Canal Grande fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura.

Questo canale, su cui i margini spesso si tengono tipici mercatini (ad esempio durante il periodo del Natale, ma anche durante eventi sportivi come la Barcolana...) è stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.

Il Canal Grande

 Il Canal Grande con, sulla sua fine, la chiesa di San Antonio Nuovo

Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio.

La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale Piazza Sant’Antonio. Nell'interramento è stata sepolta anche una piccola nave torpediniera che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra.

Sull’area del canale si affacciano:

  • il fianco del palazzo Aedes, detto grattacielo rosso (1928 - architetto Arduino Berlam) (facciata principale sulle Rive)
  • la sede espositiva del palazzo Gopcevich (1850 – architetto Giovanni Andrea Berlam), dal particolare intonaco bianco e rosso, sede anche del Museo Teatrale Carlo Schmidl
  • la neoclassica chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo (1849 – architetto Pietro Nobile), da tutti conosciuta come Sant’Antonio Nuovo
  • il caffè Stella Polare, uno dei caffè storici di Trieste
  • il tempio ortodosso di San Spiridione (1869 - architetto Carlo Maciachini), con le caratteristiche cupole di color celeste
  • il fianco del Palazzo Genel (1873 – Domenico Monti) (facciata principale su Piazza Ponterosso)
  • il fianco del Palazzo Carciotti (1805 – architetto Matteo Pertsch) (facciata principale sulle Rive)

Il Canal Grande

 

Il canale è attraversato oggi da due ponti:

  • il Ponte Rosso, a metà canale. Costruito in legno nel 1756, appena ultimata la costruzione del canale, era allora l'unico ponte esistente, in quanto gli altri ponti vennero costruiti in epoca successiva. Fu rifatto ampliandolo una decina d'anni dopo, e rifatto ancora, questa volta in ferro, nel 1832. Sul Ponte Rosso si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, in ricordo della sua permanenza in città. Ai quattro estremi del ponte sono posizionati sui parapetti quattro bei fanali, che precedentemente ornavano la statua della dedizione di Trieste all’Austria, che si trovava un tempo in piazza Libertà, dinanzi alla stazione ferroviaria.
  • il Ponte Verde, all' inizio del canale, all’imbocco dal mare. Costruito in ferro nel 1858, gli fu affiancato nel 1904 un altro ponte, detto Ponte Bianco o Ponte Nuovo, sul quale passava la ferrovia che una volta collegava il porto vecchio con il porto nuovo, passando per le rive. All’inizio del canale, prima del ponte, c’è anche uno squero per tirare in secca le piccole imbarcazioni per i lavori di manutenzione.

Il nome dei ponti deriva dal colore con cui erano dipinte in origine le loro strutture. All’epoca della loro costruzione i ponti erano girevoli od apribili per permettere l’accesso al canale dei velieri per lo scarico delle merci.

I ponti mobili furono successivamente sostituiti dagli attuali ponti fissi in muratura, che però consentono solamente il passaggio di piccole imbarcazioni, con il favore della bassa marea. Il Ponte Rosso fu sostituito nel 1925, ed il Ponte Verde nel 1950. Con queste edificazioni il Ponte Verde ed il Ponte Bianco divennero un'unica struttura.

Le piazze 

A fianco del Ponte Rosso si trova l’omonima piazzetta del Ponterosso, sede di mercatino all’aperto di frutta, verdura e fiori.

Nel tempo il vivace mercatino si è notevolmente ridotto, e non si odono più i caratteristici richiami che le venditrici, chiamate venderigole, lanciavano ai loro clienti. Su un lato della piazza si trova una fontana (1753 – Mazzoleni), con al centro la statua di un puttino, familiarmente chiamato Giovannin de Ponterosso, per il fatto che l’acqua che lo alimentava proveniva dal rione di San Giovanni.

Alla fine del canale si trova invece la già citata Piazza Sant’Antonio, allestita a giardino, con una grande fontana al centro.

 

 

Il Canal Grande

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Fotografie di: Il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

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Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

Trieste, il Canal Grande

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