Muggia, il comune più meridionale della regione Friuli Venezia Giulia, (Muja in dialetto triestino) è un comune di 13.439 abitanti della provincia di Trieste in Friuli Venezia Giulia.
È l'unico lembo d'Istria - assieme al Comune limitrofo di San Dorligo della Valle/Dolina - rimasto all'Italia dopo i trattati di Parigi (1947) e di Osimo (1975).
Il territorio comunale muggesano si allunga sul versante settentrionale dell'omonimo promontorio, quasi di fronte alla città di Trieste, da cui è separato dalle acque del Vallone di Muggia.
Muggia sorse probabilmente come castelliere (villaggio fortificato) protostorico (età del ferro, VIII-VI secolo a.C.).
Dopo l'inizio della penetrazione romana nel Friuli e la fondazione di Aquileia nel 181 a.C., il territorio venne conquistato insieme al resto dell’Istria con le campagne condotte nel 178-177 a.C.. I Romani vi posero un accampamento, Castrum Muglae, per difendere le vie di comunicazione con la colonia dalle incursioni degli Istri.
Dopo la caduta dell'impero romano, a Muggia si avvicendarono le dominazioni del goto Teodorico, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi. Nel 931 fu donata dai re d'Italia Ugo e Lotario al Patriarcato di Aquileia.
Nel 1354 subì un attacco da parte dei Genovesi e passò nel 1420 alla Repubblica di Venezia.
Alla fine del XV secolo, l'abitato sul colle fu progressivamente abbandonato e gli abitanti si trasferirono sulla riva del mare, presso il "Borgo Lauro", dove tuttora si trova la cittadina moderna.
Dopo la fine della Repubblica di Venezia (1797) e la parentesi napoleonica (1805-1814), passò sotto il dominio asburgico, sotto il quale sviluppò una fiorente industria cantieristica navale, continuata fino alla crisi solo nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla mutata politica italiana del dopoguerra in merito alle strategie produttive.
Dopo la chiusura del Cantiere S.Rocco ( con trasferimento di molte maestranze al Cantiere "San Marco" di Trieste), e di quello detto Felszegy, sopravvisse solo il piccolo Cantiere Matassi che ha cessato una attività piena solo nel 1990.
Nell'Ottocento si estinse il dialetto muglisano, una parlata ladina affine al tergestino. L'ultimo parlante muglisano, Giuseppe De Jurco, morì nel 1889. Va rilevato che per lungo tempo il muglisano convisse con l'attuale muggesano, dialetto di tipo veneto-orientale, fino a quando quest'ultimo non lo sostituì definitivamente nel corso dell'800.
Il comune di Muggia subì le prime amputazioni territoriali a seguito del trattato di pace del 1947 (a favore della Zona B del Territorio libero di Trieste). Anche le rettifiche territoriali previste dal Memorandum di Londra 1954, con la definitiva assegnazione della Zona B del Territorio libero di Trieste all'amministrazione jugoslava, furono effettuate a spese di Muggia (10 km² circa con 3.500 abitanti). Tenendo conto che oggi il Comune di Muggia ha 13 km² perse nelle due fasi la metà del suo territorio.
Oggi Muggia punta molto sul turismo e sul commercio, grazie alla ritrovata centralità nella nuova Europa.
Sul colle Muggia Vecchia è stato realizzato il Parco archeologico di Muggia Vecchia (Castrum Muglae), che ospita una chiesa dedicata a Maria Assunta, unico edificio rimasto in piedi, e le tracce archeologiche dell'abitato medioevale.
La chiesa di Santa Maria Assunta è attestata a partire dal XIII secolo, ma la sua costruzione risale probabilmente al X. È divisa in tre navate da archi poggianti su pilastri. Le cappelle alla terminazione delle navate laterali e il presbiterio, rialzato sulla navata centrale, presentano una recinzione con plutei dell'VIII-IX secolo, probabilmente riutilizzati da un edificio più antico. Vi si trova un ambone circolare, con un leggio decorato da sculture. Nella chiesa si conservano inoltre affreschi del XIV e XV secolo.
I resti del borgo medioevale sono stati rimessi in luce dalle indagini archeologiche: un tratto di strada su cui si aprivano diverse distinte case, su un lato della strada appoggiate alle mura di cinta, un'abitazione che conserva resti del piano superiore, accessibile da una scala esterna in muratura e presumibilmente sede dell'officina di un fabbro al piano terra.
Gli scavi hanno rimesso in luce anche tracce di frequentazione nell' VIII secolo a.C., ovvero una cava da cui vennero scavate lastre di arenaria, successivamente sistemata con murature di contenimento. I rinvenimenti testimoniano la presenza di un centro abitato, di cui tuttavia non si sono rinvenute le tracce, tra l'VIII e il VI secolo a.C.
Il Castello di Muggia, che si affaccia sul porto, è di proprietà dello scultore Villi Bossi e di sua moglie Gabriella, e viene aperto al pubblico in particolari occasioni, specie per iniziative culturali e musicali.
Il primo nucleo del Castello fu una torre fatta erigere dal Patriarca di Aquileia Marquardo di Muggia nel 1374, nella zona chiamata Borgolauro. Successivamente venne aggiunto un quadrilatero di mura e delle torri di guardia per ospitare una guarnigione di soldati, la cui costruzione si protrasse sino al 1399.
I merli della torre sono piani, ovvero di tipo guelfo. Nel 1701 fu avviato un primo progetto di restauro, curato dal conte Giovanni Polcenigo, che però fu effettuato solo nel 1735, su spinta del governo della Serenissima, nella cui orbita Muggia gravitava.
Nell'Ottocento, il Castello ricadde in uno stato di abbandono, nel quale rimase sostanzialmente sin quasi alla fine del Secondo Millennio, quando gli attuali proprietari lo riportarono all'originale splendore.
