All'ambiente carsico (non solo quello del carso triestino) è profondamente legato il fenomeno del carsismo : con questo termine si si suole indicare l'attività chimica esercitata dall'acqua, soprattutto su rocce calcaree, sia di dissoluzione che di precipitazione.
La fase dissolutiva è operata dallo scorrimento superficiale o ipogeo di precipitazioni rese acide dall'anidride carbonica presente nell'atmosfera.
La fase costruttiva si ha quando l'acqua sotterranea, arricchita (fino alla saturazione) di carbonato acido di calcio, sfociando per esempio nell'atmosfera di una grotta, lo rilascia sotto forma di carbonato di calcio insolubile. Tale precipitazione è dovuta all'evaporazione dell'acqua e alla contemporanea liberazione della CO2 spostando la reazione verso il CaCO3.
Rocce calcaree
Questo va quindi ad esempio a formare le stalattiti o le stalagmiti a seconda che l'acqua evapori prima di gocciolare sul suolo oppure dopo.
Le due fasi (dissolutiva e costruttiva) possono alternarsi all'infinito, a seconda di come varia l'equilibrio della saturazione in H2O della CO2 nella reazione chimica reversibile fondamentale.
Con il progredire degli studi sul carsismo è diventato evidente che questo tipo di terreno è uno dei più interessanti paesaggi del suolo terrestre. Le varie espressioni del carsismo si distinguono principalmente per il tipo di substrato roccioso sul quale avvengono.
In Italia si conoscono principalmente le forme di carsismo su rocce a matrice calcarea e dolomitica, ma altrove esso si manifesta anche in rocce sedimentarie costituite da salegesso. Da recenti studi si è scoperta una particolare forma di attività carsica persino in alcune rocce vulcaniche.
Dissolvendosi, le rocce calcaree danno luogo a forme caratteristiche sia nell'ambiente esterno sia nel sottosuolo, dando origine quindi a fenomeni di carsismo superficiale e di carsismo ipogeo.
Le forme del carsismo superficiale, vengono classificate, in base alla scala del fenomeno, in microforme e macroforme.
Tra le microforme troviamo:
Tra le macroforme più importanti si ricordano:
Noto tra i polie, per fare un esempio, è il Cerkniško jezero (Lago del Circonio, vicino a Postumia) in Slovenia, che da quasi due secoli viene studiato da scienziati provenienti da tutto il mondo.
Le grotte sono senza dubbio le forme più conosciute, ma esistono anche cunicoli più o meno estesi, come quelli percorsi da fiumi sotterranei, quali ad esempio il Timavo, che scompaiono dalla superficie terrestre sprofondando nel sottosuolo dove scorrono anche per parecchio tempo prima di tornare all'aperto (risorgive carsiche).
Oltre che forme erosive sono abbondanti le forme deposizionali del carsismo, dovute allo stillicidio dell'acqua che penetra dalla superficie creando, con il passare dei secoli e millenni, fantastiche strutture calcaree.
Le forme più caratteristiche sono le stalattiti, le stalagmiti, le colonne date dalla loro unione, le colate, le cortine e le varie concrezioni che ornano le pareti delle grotte sotterranee.
Il fenomeno deposizionale è sostanzialmente generato dall'inversione della reazione di dissoluzione carsica sopra descritta. In particolare condizioni di temperatura e flusso idrico il bicarbonato solubile tende a trasformarsi in carbonato di calcio insolubile, che precipita, si deposita e forma le concrezioni.
All'interno del territorio del Carso Triestino si contano migliaia di cavità: si va dalla turistica Grotta Gigante, all'abisso di Trebiciano, alla Grotta del Orso, Grotta Ercole, Grotta Azzurra di Sanmatorza....
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La Val Rosandra La Val Rosandra |
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