Nei pressi dell'abitato di San Giovanni di Duino ( o San Giovanni al Timavo, Stivan in sloveno, comune di Duino Aurisina) si trovano, immerse nel verde, le risorgive del fiume Timavo.
Si parla di "risorgive" e non semplicemente di sorgenti perchè, in realtà, il Timavo nasce in territorio sloveno, nei pressi delle pendici monte Nevoso (Sneznik).
In Slovenia il Timavo (Reka) percorre un percorso di una cinquantina di km per poi inabissarsi nelle grotte di San Canziano (Skocjanske jame), grotte turistiche che è possibile visitare.
Nelle Grotte di San Canziano il Timavo, dopo un percorso di 2,5 km e dopo 25 cascate, scompare nelle viscere della terra per rivedere la luce in Italia e per raggiungere, dopo pochi km, il Golfo di Trieste.
Il timavo è visibile anche agli speleologi che affrontano i vari pozzi dell'Abisso di Trebiciano: sul suo fondo ricompare, infatti, il Timavo.
L'area delle risorgive fin dall'antichità fu importante luogo di culto: la presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus.
Il poeta Virgilio menziona il Timavo già nell'Eneide:
"Antenore,scampato agli Achei, poté entrare nel golfo illirico, spingersi in modo sicuro nel regno dei Liburni e superare le sorgenti del Timavo che simile a un mare impetuoso erompe dalla montagna per nove bocche con alto frastuono e inonda i campi di un acqua risonante."
Virgilio parla di "nove bocche" mentre altri storici/scrittori parlano di sette bocche.
Nel IV secolo, con l'avvento del cristianesimo venne edificata la prima cappella, che con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba.
Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito fu poi il turno degli Ungari che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all'interessamento del patriarca di Aquileia.
Durante il dominio asburgico, parte del suo corso fungeva da confine amministrativo tra il Litorale austriaco e la Carniola Ulrico I venne definitivamente distrutto da un'incursione turca.
Se avete modo di visitare questo interessante luogo (sicuramente dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico, naturalistico, geologico, religioso...) non mancate di dedicare un pò di tempo alla visita del Castello di Duino e del Sentiero Rilke.
