La città di Trieste a Natale, come la maggior parte delle città del mondo a fede cattolica, si riempie di addobbi, luci intermittenti, decorazioni, alberi di Natale... le vie del centro città e i centri commerciali (Il Giulia, le Torri d'Europa e il FreeTime) si riempiono di triestinia caccia di regali.
Piazza Unità, Piazza della Borsa, il Viale XX settembre e tutte le altre piazze e vie assumono, a Natale, un aspetto diverso: vetrine addobbate, i classici mercatini lungo il Canale di San Antonio Nuovo, gli alberi di natale in Piazza Unità.. un atmosfera diversa circonda la città.
Le festività natalizie sono un ottima occasione per quanti volessero trascorrere qualche giorno di vacanza a Trieste: i vari hotel e alberghi disponibili in città saranno sicuramente in grado di fornire un ospitalità adeguata e e di qualità. Vi consigliamo gli alberghi più prossimi a Piazza Unità e il Borgo Teresiano (Hotel Gran Duchi d'Aosta,l'Urban Hotel Design o tutti gli altri hotel): vi potrete spostare con comodità per fare shopping natalizio nei vari negozi del centro o nei mercatini allestiti per il Natale.
La vicinanza della Slovenia e dell'Austria permettono di visitare, anche in giornata, città che durante il periodo natalizio diventano ancora più belle.
La vicina Lubiana, capitale della Slovenia e distante solo una ora e mezza da Trieste, durante il Natale ospita diversi mercatini natalizi. Molti triestini scelgono Lubiana come meta anche per il Capodanno, magari pernottando in uno dei numerosi hotel dotati di terme, saune e servizi di wellness vari.
L'Austria è un pò più distante e, per godere dell'atmosfera natalizia, è consigliabile "perdere" qualche giorno in più.. ma ne vale la pena! Pensiamo alla bellezza di Vienna durante il Natale... o a quella dei vari paesi, come Klagenfurt, Graz, Villacco....

Il municipio di Piazza Unità a Natale
Il Natale, pur non essendo la principale festa cristiana in quanto essa è la Pasqua, è pur sempre quella più sentita a livello familiare e popolare e rappresenta la consapevolezza di essere chiamati a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio.
Sul Natale in quanto Festa cristiana, sulle manifestazioni liturgiche, sulle tradizioni delle comunità cristiane e sulle ricorrenze , riti e abitudini di tutto il mondo sono state scritte decine e decine di poesie, di racconti, canti popolari , filastrocche, ninne nanne e molto altro.
Quella dell'albero di natale è, con il presepe, una delle più diffuse tradizioni natalizie. Si tratta in genere di un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro.
Può essere portato in casa o tenuto all'aperto, e viene preparato qualche giorno (o qualche settimana) prima di Natale, e rimosso dopo le feste. Soprattutto se l'albero viene collocato in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.
Diverse nazioni hanno diverse tradizioni circa la data o il periodo in cui l'albero dovrebbe essere addobbato e dismesso.
La tradizione più antica fra quelle direttamente riconducibili all'uso moderno prevedeva probabilmente che l'albero fosse addobbato il 24 dicembre e rimosso all'epifania; in seguito il periodo si è notevolmente allungato.

Gli alberi di Natale che addobbano Piazza Unità d'Italia
Gli esercizi commerciali, in particolare, spesso iniziano a esibire alberi di Natale addobbati già a ottobre.
In generale, nella maggioranza delle regioni italiane l'albero viene addobbato l'8 dicembre, giorno in cui si festeggia l'Immacolata Concezione.
In genere l'albero di Natale è un abete o un pino, ma possono essere usati anche altri tipi di albero.
Tra gli ornamenti più diffusi con cui addobbare gli alberi di Natale si possono citare le caratteristiche palline (in realtà non sempre sferiche: ne esistono innumerevoli varianti, per esempio coniche, a forma di campanella, di pigna e così via), realizzate in vetro soffiato o altri materiali generalmente ricoperti da una vernice colorata e riflettente, o spruzzate d'argento, oro, o bianco.
Spesso si usano anche fiocchi colorati di tessuto; sono molto diffusi i festoni e i fili perlati. File di miniluci elettriche hanno progressivamente sostituito nel Novecento l'uso di candele posizionate sui rami; sono di solito colorate o intermittenti, e tendono a ricordare luci fatatediffusa dai festoni o dalle altre decorazioni, o dai rami stessi dell'albero). La cima dell'albero è in genere arricchita da un puntale, in genere simile alle palle per colore, materiale e tipo di decorazioni, talvolta a forma di stella, con riferimento alla stella cometa). Alcuni spruzzano i rami dell'albero con diversi generi di neve artificiale.
Fra i colori più tradizionali delle decorazioni natalizie si devono probabilmente citare il rosso, l'oro e il blu, ma tutti i colori sono ammessi e utilizzati (anche il nero).
L'immagine dell'albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo.
La derivazione dell'uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza. Sicuramente esso risale almeno alla Germania del XVI secolo.
Ingeborg Weber-Keller (professore di etnologia a Marburgo) ha identificato, fra i primi riferimenti storici alla tradizione, una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia (vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il "primo albero di capodanno" fu addobbato nella città nel 1510).
Precedentemente a questa prima apparizione "ufficiale" dell'albero di natale si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il "gioco di Adamo e di Eva" (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell'abbondanza per ricreare l'immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché quest'ultimi avevano una profonda valenza "magica" per il popolo.
Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici. Non a caso, sempre in Germania, l'abete era anche il posto in cui venivano posati i bambini portati dalla cicogna.
L'usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania.
L'uso di candele per addobbare i rami dell'albero è attestato già nel XVIII secolo.
Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno, in quanto i cattolici la consideravano un uso protestante.
Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna l'albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans.
A tutt'oggi, la tradizione dell'albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, è sentita in modo particolare nell'Europa di lingua tedesca (si veda per esempio l'usanza dei mercatini di Natale), sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico (che spesso lo affianca al tradizionale presepe).
A riprova di questo sta anche la tradizione, introdotta durante il pontificato di Giovanni Paolo II, di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del cattolicesimo mondiale, piazza San Pietro a Roma.
D'altronde un'interpretazione allegorica fornita dai cattolici spiega l'uso di addobbare l'albero come una celebrazione del legno (bois, in francese è sia inteso come "albero" sia come "legno") in ricordo della Croce che ha redento il mondo (P. LeGal).
Nei primi anni gli alberi di Natale hanno conosciuto un momento di grande diffusione, diventando gradualmente quasi immancabili nelle case dei cittadini sia europei che nordamericani, e venendo a rappresentare il simbolo del Natale probabilmente più comune a livello planetario.
Nel dopoguerra il fenomeno ha acquisito una dimensione commerciale e consumistica senza precedenti, che ha fatto dell'albero di Natale un potenziale status symbol e ha dato luogo, insieme alle tradizioni correlate, alla nascita di una vera e propria industria dell'addobbo natalizio.
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Natale a Trieste
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